Perso in una giungla di colori!

prove coloriQuante volte vi sarà capitato di non trovare corrispondenza tra i colori visti a monitor ed il risultato della stampa litografica?
Questo dipende dalle due forme basilari di mescolanza dei colori chiamate “additiva” e “sottrattiva”.
Proviamo a fare chiarezza:
la prima considerazione dovuta è che la percezione del colore non identifica “il mondo esterno” bensì una simulazione ricostruttiva generata dal nostro cervello per la quale intervengono molti fattori: luce, struttura della materia, relazione
occhio cervello, etc.. con la conclusione logica che la percezione non può essere la medesima vista da monitor e vista in stampa.
Non possiamo dunque controllare i colori della stampa litografica? Certo che possiamo ma per approssimazione infatti intervengono troppi fattori sul risultato finale (es. supporto da stampare, umidità, tecnologia, etc); ecco qualche consiglio utile:
• Se volete ottenere un colore specifico fate riferimento ad una scala PANTONE® (solitamente usata dalle industrie grafiche); attenzione però alla destinazione finale, ovvero tipo di carta: coated (supporti lucidi) uncoated (supporti opachi) e la trasformazione in quadricromia (CMYK), vi consigliamo in particolare questa guida: http://www.pantone-italia.com/pages/products/product.aspx?pid=1002&ca=1&s=0
• Verificate con una simulazione di stampa o “prova colore” (meglio se certificata) quello che state mandando in stampa; è preferibile se la “prova colori” la produce direttamente lo stampatore.
• Le “cianografiche” non sono prove colori, servono per controllare gli eventuali refusi e la corretta impostazione del file. Non sono affidabili per il controllo dei colori.
• Assistite quando possibile allʼavviamento del processo di stampa.



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